giovedì 10 novembre 2011

Inconcludente e senza personalità

Inconcludente e senza personalità. E’ soprattutto questo, purtroppo, il Bari stagione 2011/12. Una squadra che ha grosse difficoltà ad andare in gol e che, particolare ancora più inquietante, non è mai riuscita a recuperare quando si è trovata in svantaggio. Come sempre, i numeri fotografano al meglio questa situazione: pochi tiri in porta, peggior attacco della serie B, basse percentuali di possesso palla e di passaggi completati. Urge una prima punta visto che ne Marotta, ne Caputo, ne De Paula, hanno dimostrato particolare precisione sottoporta anzi, spesso si sono resi protagonisti di errori clamorosi. Ma ciò che è più grave è il fatto che tutti o quasi, dagli addetti ai lavori ai tifosi, sapevano fin da luglio che mancava un tassello là davanti per completare il mosaico. E qui qualcuno deve assumersi le proprie responsabilità.

MERCATO INCOMPLETO - Sulla società, completamente allo sbando, la situazione è tristemente nota anche se certa stampa locale si è sempre mostrata, anche a costo di sembrare faziosa, troppo accondiscendente. Mi preme invece sottolineare gli errori commessi da Angelozzi e Torrente. Sull’ex ds del Lecce, mai amato dai tifosi e mai in grado di sostituire adeguatamente un mostro sacro come Giorgio Perinetti (quanto ci manca la sua esperienza!), grava la colpa di non essere riuscito a trovare quell’attaccante espressamente chiesto da Torrente. Il budget a disposizione non era altissimo e nessuno può imputargli nulla da questo punto di vista. I bravi attaccanti costano e difficilmente li si può avere in prestito (il caso Barreto è la classica eccezione che conferma la regola). Ma mi chiedo, non era il caso di prendere in prestito Ardemagni che, intervistato a fine calciomercato, aveva dichiarato che a Bari sarebbe venuto senza problemi e che a tirarsi indietro all’ultimo momento è stata la società di Via Torrebella ?

SENZA GIOCO - Veniamo all’allenatore. Se Torrente non ha colpe per gli errori dei suoi attaccanti davanti al portiere lo stesso non si può dire sul piano della manovra. Dopo 16 partite (14 di campionato e 2 di Coppa Italia) ancora non si è visto uno straccio di gioco, se non a un livello molto approssimativo. E’ inaccettabile che dopo 4 mesi di allenamenti questa squadra non sia in grado di fare 3 passaggi di fila. Vengono sbagliati anche gli appoggi più elementari. Errori che, spesso, hanno portato a pericolose ripartenze degli avversari. I cambi di modulo con il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 ed il ritorno, dopo la disfatta col Pescara, alle 3 punte non sono serviti a migliorare la situazione. La squadra manca inoltre di personalità e di uomini in grado di spronare i compagni a dare il massimo. Le uniche eccezioni sono Borghese (non a caso ha subito riscosso la simpatia dei tifosi) e Donati, che comunque si è dimostrato solo un pallido ricordo del centrocampista che appena 2 anni fa dirigeva il reparto assieme ad Almirón. Di fronte alle critiche piovutegli addosso il mister ha puntato il dito contro quelli che avrebbero dovuto costituire l’asse portante della squadra (i vari Bogliacino, De Paula, lo stesso Donati) ma ciò non basta a giustificare quanto visto fino ad oggi.

CONCLUSIONE - Il quadro da me descritto potrebbe sembrare troppo pessimistico vista anche l’attuale posizione in classifica con i biancorossi a ridosso della zona play-off. Ma in un campionato strano come quello cadetto basta poco per ritrovarsi nei guai. Ancora meno per una squadra che, quando va in svantaggio, si dimostra incapace di recuperare. Come a Padova, come a Castellammare o come con Pescara e Verona giusto per citare i casi più eclatanti.

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