Purtroppo siamo alle solite. Un Bari spento, poco preciso e privo di idee perde l'occasione per entrare in zona playoff (anche a causa del pari della Samp a Brescia) e un'ulteriore posizione a scapito del Verona che raggiunge quota 22 punti.
Quella contro i giallo-blù del contestatissimo Mandorlini era l'occasione per dare seguito alla buona prestazione di Grosseto; invece puntualmente è giunta l'ennesima brutta prova dei ragazzi di Torrente davanti al proprio pubblico.
I primi dieci minuti sono interamente di marca barese: prima ci prova Scavone, palla fuori e poi Caputo che,anzichè tirare, serve Marotta, ben anticipato da un difensore ospite. Occasioni come quella capitata all'attaccante di Altamura devono essere assolutamente capitalizzate data la scarsa incisività dell'attacco biancorosso, il peggiore del campionato con soli 11 gol all'attivo. Dopo la sfuriata del Bari è il Verona a rendersi pericoloso su palla inattiva: Sini rischia l'autogol ma Lamanna è strepitoso, sulla respinta si avventa Ferrari che colpisce il montante. Alla mezz'ora altro pericolo creato dagli uomini di Mandorlini con Maietta, la sua incornata però è smanacciata da un immenso Lamanna.
La ripresa comincia subito col Verona in avanti. Il pallonetto di Gomez termina sull'esterno della rete. Esce Scavone, dentro il rumeno Stoian per velocizzzare la manovra offensiva. Qualche minuto più tardi è Defendi a dover concretizzare una delle poche azioni ben orchestrate dalla sua squadra ma la sua conclusione si alza di poco sulla trasversale. Da registrare l'uscita dal campo di Bellomo (crampi), Ceppitelli (forte contusione). Al loro posto entrano rispettivamente De Falco e Masi. Non succede nulla fino all'80' quando il Bari prima rischia di capitolare e poi capitola definitivamente. Jorginho solo davanti a Lamanna spara sul portiere barese, palla in corner. Sull'angolo successivo ennesima distrazione difensiva: Maietta spizza di testa e Abbate, liberissimo, insacca. Il Bari, come ormai da copione, non è in grado di reagire al gol subito. Unica occasione il tiro di De Falco che fa la barba al palo alla destra di Rafael.
Sono passate 14 giornate e non saprei proprio quale obiettivo può porsi questa squadra. In poco più di una settimana siamo passati dalla pessima prestazione col Pescara alla discreta prova di Grosseto, infine alla mediocre partita giocata col Verona. I veronesi non sono sembrati una squadra in grado di puntare a un campionato da vertice ma di certo al San Nicola non hanno demeritato, giocando una signora partita.
Ora è meglio voltare pagina. Concentriamoci sul Toro del nostro ex Ventura. Partita dura, forse la più dura di tutte....
Quella contro i giallo-blù del contestatissimo Mandorlini era l'occasione per dare seguito alla buona prestazione di Grosseto; invece puntualmente è giunta l'ennesima brutta prova dei ragazzi di Torrente davanti al proprio pubblico.
I primi dieci minuti sono interamente di marca barese: prima ci prova Scavone, palla fuori e poi Caputo che,anzichè tirare, serve Marotta, ben anticipato da un difensore ospite. Occasioni come quella capitata all'attaccante di Altamura devono essere assolutamente capitalizzate data la scarsa incisività dell'attacco biancorosso, il peggiore del campionato con soli 11 gol all'attivo. Dopo la sfuriata del Bari è il Verona a rendersi pericoloso su palla inattiva: Sini rischia l'autogol ma Lamanna è strepitoso, sulla respinta si avventa Ferrari che colpisce il montante. Alla mezz'ora altro pericolo creato dagli uomini di Mandorlini con Maietta, la sua incornata però è smanacciata da un immenso Lamanna.
La ripresa comincia subito col Verona in avanti. Il pallonetto di Gomez termina sull'esterno della rete. Esce Scavone, dentro il rumeno Stoian per velocizzzare la manovra offensiva. Qualche minuto più tardi è Defendi a dover concretizzare una delle poche azioni ben orchestrate dalla sua squadra ma la sua conclusione si alza di poco sulla trasversale. Da registrare l'uscita dal campo di Bellomo (crampi), Ceppitelli (forte contusione). Al loro posto entrano rispettivamente De Falco e Masi. Non succede nulla fino all'80' quando il Bari prima rischia di capitolare e poi capitola definitivamente. Jorginho solo davanti a Lamanna spara sul portiere barese, palla in corner. Sull'angolo successivo ennesima distrazione difensiva: Maietta spizza di testa e Abbate, liberissimo, insacca. Il Bari, come ormai da copione, non è in grado di reagire al gol subito. Unica occasione il tiro di De Falco che fa la barba al palo alla destra di Rafael.
Sono passate 14 giornate e non saprei proprio quale obiettivo può porsi questa squadra. In poco più di una settimana siamo passati dalla pessima prestazione col Pescara alla discreta prova di Grosseto, infine alla mediocre partita giocata col Verona. I veronesi non sono sembrati una squadra in grado di puntare a un campionato da vertice ma di certo al San Nicola non hanno demeritato, giocando una signora partita.
Ora è meglio voltare pagina. Concentriamoci sul Toro del nostro ex Ventura. Partita dura, forse la più dura di tutte....

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