E’ dall’inizio del torneo che ogni volta che il Bari scende in campo non riesco a pensare solo ed esclusivamente alla partita. Oramai ci ho fatto l’abitudine. Checché se ne dica per noi tifosi ed appassionati biancorossi questo potrebbe essere l’anno 0. L’inizio di una nuova era, nel bene o nel male. I problemi societari impongono infatti una svolta. L’era Matarrese è finita da tempo, da quando, cioè, la “famiglia” ha deciso che l’As Bari non è altro che un peso per i propri affari decidendo di chiudere i rubinetti (a onor del vero non è che prima fossero aperti più di tanto). E mentre la tifoseria si divide tra antimatarresiani e filomatarresiani (questi ultimi in netta minoranza e non potrebbe essere altrimenti), tra chi è disposto a subire l’onta del fallimento (a che punto siamo arrivati) e chi farebbe di tutto per evitarlo, il Bari prosegue nel suo onesto campionato galleggiando nelle zone medio alte della classifica. Nemmeno gli appelli di Torrente che chiede il sostegno di un pubblico disincantato e che non ti perdona nulla sortiscono questo effetto; tutti aspettano di conoscere l’esito delle trattative per la cessione della società. In base a questo avvenimento potrebbero aprirsi diversi scenari.
Capitolo partita. Questa sera Torrente sarà costretto a schierare una formazione rabberciata a causa delle numerose assenze dovute a infortuni e convocazioni in nazionale. Potrebbe trovare spazio dal primo minuto il giovane talentino, made in Barivecchia, Nicola Bellomo. Anche per lui varrà la tradizione che chi è barese ed ha l’onore di giocare nel Bari riceverà grande attenzione e sostegno dal pubblico. Un attenzione e un sostegno che potrebbero trasformarsi in fischi in caso di prestazioni negative (tra gli stranieri quest’anno ne sta facendo le spese il brasiliano De Paula). Di fronte si troverà un Verona in salute reduce da 2 vittorie consecutive. Una sfida che qualcuno attende con ansia. Storicamente i veronesi non sono mai stati tanto simpatici (dal loro breve gemellaggio con i leccesi ai soliti cori ostili contro il meridione all’ultimo, infuocato, spareggio play-off contro la Salernitana). Mandorlini ha pensato bene di gettare benzina sul fuoco con quel “ti amo terrone” cantato a luglio davanti ai tifosi scaligeri. Una “goliardata”, la giustificazione del mister veronese, che a qualcuno non è andata giù.
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