mercoledì 2 maggio 2012

Il punto sulla 37^a giornata

Il campionato di B arriva dunque  nel momento cruciale della stagione. Il momento in cui perdere punti potrebbe essere fatale per qualsiasi tipo di obiettivo.
Il livello è buono, l’andamento è interessante, l’incertezza è altissima. L’unica macchia di un campionato davvero esaltante è stata quel Padova-Torino: un brutto pasticcio sin dal 3 dicembre, quando il famoso blackout ha colpito l’Euganeo. Se in serie A il gol negato a Muntari forse ha deciso lo scudetto, in serie Bwin il blackout ha cambiato le sorti e la classifica soprattutto, di Padova e Torino. La partita è stata vinta sul campo (1-0) dal Padova, ma successivamente la giustizia sportiva aveva assegnato i tre punti al Toro. Faccenda finita? Nemmeno per sogno, perché il Padova non ci sta, presenta il ricorso e si rivede assegnare i tre punti già conquistati sul campo. Di certo il Torino ora non resterà a guardare (farà ricorso all’Alta Corte del Coni che però potrebbe essere rigettato). Il buon senso invitava a far rigiocare la gara.
Macchie a parte, la 37^ giornata ha regalato emozioni a non finire.
Il Toro conquista in casa, contro il Crotone, tre punti d’oro, sofferti per tenere salda la vetta della classifica, 24 ore l’annullamento dello 0-3 a tavolino contro il Padova. Un 2-1 contro un Crotone vivo che non perdeva da undici gare consecutive. Toro in vetta a quota 70, seguito dal Pescara a quota 68. Gli abruzzesi ringraziano Sansovini che appena entrato, ha trovato il varco giusto per spingere in ginocchio il Gubbio. Il bomber, infatti, ha impiegato solo 3’ minuti per andare in gol. Non ne erano bastati 77, ai compagni, per beffare Farabbi. Prima dell’entrata del bomber, il Pescara ha sprecato ben 10 azioni-gol nitide: due traverse (Insigne e Caprari) e un palo di Insigne. Poi il gol del capitano, raddoppiato dalla solita “genialata” di Insigne. Zeman chiama e il Sassuolo (prima inseguitrice del boemo) risponde. Vittoria preziosa degli uomini di Pea sul difficile campo di Brescia. Un 2-1, targato Sansone e Troianello, che inguaia in chiave play off gli uomini di Calori.
Il Verona resta ferma al palo e non va oltre lo 0-0 casalingo contro l’Empoli restando a quota 67, ma con una partita in più rispetto a tutte le altre squadre che la precedono.
In chiave play off vincono il Varese a Cittadella, gol di De Luca e la Sampdoria che, trascinata dal suo attaccante ritrovato Eder, batte il Bari 2-0 e continua la caccia al sesto posto. Blucerchiati a quota 58, a meno 1 dal Varese e meno due dal Padova bloccato sul pari a Grosseto, nonostante il doppio vantaggio firmato Cacia. Nella ripresa, alla doppietta del bomber padovano, risponde Sforzini con un’altra doppietta, aumentando il rammarico in casa Padova per l’occasione persa.
Continua a stravincere il Modena, che da quando è tornato Bergodi sulla panchina non ha più perso. 22 punti in 10 gare e una media di 2 gol a partita, per traghettare verso la salvezza quella che era una squadra in crisi di identità, spazzando via nella circostanza la Juve Stabia (3-0).
Nelle zone basse della classifica, l’Albinoleffe sbaglia incredibilmente un rigore e perde anche a Reggio Calabria, affondata dal gol sul rigore di Ceravolo. La salvezza è ormai una chimera per gli uomini di Pala.
Intanto, il Vicenza s’inabissa con le sue stesse mani al Menti nel giorno in cui la Nocerina rivede la luce grazie a un blitz che porta la firma di Farias. 1-0 finale, ma se la squadra di Auteri ha agganciato il Vicenza, sfruttando al meglio lo scontro diretto in zona playout, lo deve in particolare al suo portiere capace di parare due rigori. Sconfitta che costa caro al duo Beghetto-Zanini esonerati. In panchina, infatti, è stato richiamato Cagni per conquistare una salvezza ora insperata. Infine vince e convince l’Ascoli 2-0 sul Livorno (reti di Soncin e Scalise). E’ la quarta vittoria consecutiva per gli uomini di Silva che allontanano in maniera decisa la zona retrocessione, dove invece precipita il Livorno.
Martedì 1 maggio, andrà in scena il turno infrasettimanale. La B non si ferma nemmeno per ricaricare le batterie per lo sprint finale. Chi si ferma ora è perduto.

A cura di Fabio Trallo

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