martedì 24 aprile 2012

Il punto sulla 36^a giornata

Il campionato è ripartito, ma il dramma di Piermario Morosini ha lasciato il segno. Su tutti i campi è stato ricordato, celebrato, applaudito, tutti uniti nel nome di Piermario. Sono stati compiuti gesti significativi come quello di Belardi, portiere della Reggina, uno dei suoi migliori amici: quando ha parato il rigore, il pensiero è andato al Moro. Sullo stesso campo, a Nocera, quando Pomante è finito a terra senza muoversi, è tornato il panico, con gesti disperati e ambulanza in campo. Sembrava di rivivere lo steso incubo, la stessa situazione di una settimana fa, ma per fortuna, questa volta, si è trattato solo di una botta.
Giocare è il modo migliore per ricordare Piermario scomparso mentre giocava a calcio. Giocare, ciò che non sempre riesce alla perfezione, ma che venerdì, nell’anticipo di Padova, ci ha dimostrato il Pescara di Zeman (e non è una novità!). Un 6-0 tanto spettacolare quanto inaspettato. Doppietta di Immobile, sempre più capocannoniere a quota 25 reti, gol di Nielsen e Cascione e poi, la spettacolare doppietta di Insigne. Un Pescare stile Barcellona insomma. La giostra Zemanlandia sembra essere ripartita e forse non vorrà più fermarsi, ora che la classifica si è accorciata ulteriormente: gli abruzzesi, infatti, salgono a quota 65, a -1 dal Verona (con una partita in più) colpito e tramortito dalle tre sberle del Crotone; e -2 dal Toro (con una partita in meno rispetto alla banda di Zeman) fermato sul pari dal Bari. Nella partita che più temevano, infatti,  Bari e Torino, in un ambiente quasi surreale, nel quale il popolo biancorosso grida, in faccia a Parisi Ventura, la rabbia per quel sistema marcio che portava il marchio di Andrea Masiello e compagni, pareggiano a reti inviolate, forse sopraffatti dalla paura e tensione che si respirava nell’ambiente. Perde in casa il Sassuolo, a sorpresa, contro il redivivo Gubbio tornato al successo in trasferta dopo oltre un anno di digiuno. Finisce 0-2 in virtù delle reti di Graffiedi e Guzman. Per Apolloni la consapevolezza che può giocarsi i playout fino all’ultimo mentre per Pea, al contrario, la necessità di consolidare la zona playoff in trasferta contro Brescia, Padova e Torino (e non sarà facile).
La zona playoff diventa sempre più indecifrabile. Nessuno riesce ad approfittare dell’incredibile scivolone interno del Padova. Il Varese perde in casa contro il Grosseto 1-3; la Samp, non bella e solida come nelle ultime uscite, non va oltre il pari, 1-1, a Vincenza (la squadra di Beghetto spreca anche un calcio di rigore e non riesce ancora a tirarsi fuori dalle sabbie mobile della zona retrocessione); il Brescia cede di schianto ad Ascoli. Finisce 3-1 per i padroni di casa, con i bianconeri che continuano a vivere un periodo positivo per affrontare lo sprint finale con buone possibilità di conquistare una salvezza senza nemmeno passare per i playout.
Per merito di questi inaspettati stop rientrano, incredibilmente, nella corsa al sesto posto, la Juve Stabia che vince a Bergamo contro l’Albinoleffe 2-1 e la Reggina vittoriosa 4-0 a Nocera. Un risultato che bagna nel migliore dei modi il ritorno in panca dell’allenatore calabrese Breda, e riporta i granata a cinque punti dalla zona playoff inguaiando una brutta Nocerina.
Infine il Modena vince anche ad Empoli 1-3, nonostante la buona partenza dei toscani in vantaggio con Lazzari. Poi si scatena Cellini che con una tripletta ribalta il risultato lanciando in volo i canarini capaci di conquistare 19 punti in 9 gare, frutto di cinque vittorie e quattro pareggi. Il tutto da quando e tornato Bergodi e la corsa dei giocatori gialloblù sotto la curva sud del Castellani sancisce una salvezza ormai ipotecata.

A cura di Fabio Trallo

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