Il campionato è ripartito, ma il dramma di
Piermario Morosini ha lasciato il segno. Su tutti i campi è stato ricordato,
celebrato, applaudito, tutti uniti nel nome di Piermario. Sono stati compiuti
gesti significativi come quello di Belardi,
portiere della Reggina, uno dei suoi migliori amici: quando ha parato il
rigore, il pensiero è andato al Moro. Sullo stesso campo, a Nocera, quando Pomante
è finito a terra senza muoversi, è tornato il panico, con gesti disperati e
ambulanza in campo. Sembrava di rivivere lo steso incubo, la stessa situazione
di una settimana fa, ma per fortuna, questa volta, si è trattato solo di una
botta.
Giocare è il modo migliore per ricordare
Piermario scomparso mentre giocava a calcio. Giocare, ciò che non sempre riesce
alla perfezione, ma che venerdì, nell’anticipo di Padova, ci ha dimostrato il
Pescara di Zeman (e non è una novità!). Un 6-0 tanto spettacolare quanto
inaspettato. Doppietta di Immobile, sempre più capocannoniere a quota 25 reti, gol
di Nielsen e Cascione e poi, la spettacolare doppietta di Insigne. Un Pescare
stile Barcellona insomma. La giostra Zemanlandia sembra essere ripartita e
forse non vorrà più fermarsi, ora che la classifica si è accorciata
ulteriormente: gli abruzzesi, infatti, salgono a quota 65, a -1 dal Verona (con
una partita in più) colpito e tramortito dalle tre sberle del Crotone; e -2 dal
Toro (con una partita in meno rispetto alla banda di Zeman) fermato sul pari
dal Bari. Nella partita che più temevano, infatti, Bari e Torino, in un ambiente quasi surreale,
nel quale il popolo biancorosso grida, in faccia a Parisi Ventura, la rabbia
per quel sistema marcio che portava il marchio di Andrea Masiello e compagni,
pareggiano a reti inviolate, forse sopraffatti dalla paura e tensione che si
respirava nell’ambiente. Perde in casa il Sassuolo, a sorpresa, contro il
redivivo Gubbio tornato al successo in trasferta dopo oltre un anno di digiuno.
Finisce 0-2 in virtù delle reti di Graffiedi e Guzman. Per Apolloni la
consapevolezza che può giocarsi i playout fino all’ultimo mentre per Pea, al
contrario, la necessità di consolidare la zona playoff in trasferta contro Brescia,
Padova e Torino (e non sarà facile).
La zona playoff diventa sempre più
indecifrabile. Nessuno riesce ad approfittare dell’incredibile scivolone
interno del Padova. Il Varese perde in casa contro il Grosseto 1-3; la Samp,
non bella e solida come nelle ultime uscite, non va oltre il pari, 1-1, a
Vincenza (la squadra di Beghetto spreca anche un calcio di rigore e non riesce
ancora a tirarsi fuori dalle sabbie mobile della zona retrocessione); il
Brescia cede di schianto ad Ascoli. Finisce 3-1 per i padroni di casa, con i
bianconeri che continuano a vivere un periodo positivo per affrontare lo sprint
finale con buone possibilità di conquistare una salvezza senza nemmeno passare
per i playout.
Per merito di questi inaspettati stop
rientrano, incredibilmente, nella corsa al sesto posto, la Juve Stabia che
vince a Bergamo contro l’Albinoleffe 2-1 e la Reggina vittoriosa 4-0 a Nocera.
Un risultato che bagna nel migliore dei modi il ritorno in panca
dell’allenatore calabrese Breda, e riporta i granata a cinque punti dalla zona
playoff inguaiando una brutta Nocerina.
Infine il Modena vince anche ad Empoli 1-3,
nonostante la buona partenza dei toscani in vantaggio con Lazzari. Poi si
scatena Cellini che con una tripletta ribalta il risultato lanciando in volo i
canarini capaci di conquistare 19 punti in 9 gare, frutto di cinque vittorie e
quattro pareggi. Il tutto da quando e tornato Bergodi e la corsa dei giocatori gialloblù
sotto la curva sud del Castellani sancisce una salvezza ormai ipotecata.
A cura di Fabio Trallo

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