Doveva essere un sabato di calcio come tutti gli altri. La classica giornata di Bwin caratterizzata dalle vittorie di Pescara e Verona che centrano i tre punti promozione, la rincorsa alla salvezza di Ascoli e Nocerina e magari anche, come solito in questo campionato, qualche sorpresa. Già! Sorpresa……La vera sorpresa che ha segnato tremendamente in negativo il sabato di campionato è stata la morte di Piermario Morosini. Quella morte sul campo che non ti aspetti, che ti sconvolge e ti fa chiedere all’infinito, senza però mai darti una risposta, il perché sia potuto succedere. E’ il minuto 38’ quando il 25enne Morosini, si accascia. Prima di quel comune eterno minuto, tutto procedeva come consuetudine. Anzi, il mediano del Livorno era felice, la sua squadra stava marciando verso la vittoria. Tutto normale, fino allo scoccare del fatidico minuto e quell’incontro con il fato avverso che non ti sorride ma ti chiude la porta in faccia per sempre. Morosini cade, tenta di rialzarsi ma ricade. Tenterà ancora una volta di riportasi in piedi ma niente, le ginocchia non lo sorreggono, e lui, lentamente, si riaccascia sul prato dell’Adriatico. Sullo stadio cala un silenzio che fa rumore. In campo il panico. Massaggiatori e medici entrano in campo cercando, vanamente, di rianimarlo. Tra i giocatori c’è sconforto. Qualcuno piange, c’è chi prega, chi scappa straziato dal dolore negli spogliatoi. Due giocatori del Pescara, (Verratti e Zanon) corrono a prendere la barella per portala in campo. Scene “assurde”, mai viste (e magari non vorremmo mai più vederle) su un campo di calcio. L’ambulanza tarda ad arrivare, solo dopo si saprà che il passaggio era stato ostruito da una macchina della polizia municipale sostata davanti al passaggio dei soccorsi (segno di un destino avverso). Morosini però non si rianimerà più. Dicono che sia arrivato all’ospedale di Pescara già morto. Il referto parla di arresto cardiaco dovuto a fibrillazione ventricolare, ma sulle cause continuano ad incombere molti interrogativi. Di certo c’è solo che quella di Pescara-Livorno è stata l’ultima partita di calcio giocata da Piermario Morosini a soli 25 anni.
Intanto, sugli altri campi, si continuava a giocare, ignari di quello che stava accadendo. Il Verona si batteva contro un Bari nuovamente penalizzato dalla disciplinare. La rabbia pugliese si trasforma subito in gioia grazie al super gol su punizione di De Falco, gol del momentaneo vantaggio. Poi sale in cattedra Juanito Gomez. L’argentino prima segna il pari, poi si procura il rigore trasformato da Berrettoni, infine offre anche l’assist a Bjelanovic che nel finale realizza la sua personalissima doppietta. Finisce 4-1 con il Verona al dodicesimo successo consecutivo in casa e al primo posto temporaneo in classifica, ad oggi un’impresa. Vince in casa la Samp che cancella in fretta Crotone e torna a correre, battendo e sorpassando l’arrendevole Brescia. Pozzi prima e Foggia poi, realizzano i gol che mandano in orbita i blucerchiati, ora a due punti dalla zona playoff, obiettivo minimo di inizio stagione ma oggi un premio obbligato. Chi non ne approfitta per staccarsi dal gruppo è il Varese che si fa fermare sul 2-2 da un Modena sempre più sorprendente. Un punticino comunque importante per la squadra di Maran che permette l’aggancio sul Padova, fermato nell’anticipo dalla Juve Stabia di Sau, autore di una doppietta. Pareggia in casa la Reggina contro il Crotone, reti di Angella e Pettinari, perdendo l’ultimo treno play off. Nel dopogara Foti esonera Gregucci e richiama in panchina Breda. In coda due colpacci cambiano la classifica. Sono quelli dell’Ascoli, vittorioso a Cittadella per 3 a 1. Tre punti pesanti in chiave salvezza che consentono alla squadra di Silva di tirarsi fuori dalla zona retrocessione. Colpo grosso anche della Nocerina che si rimette in corsa per la salvezza, espugnando con merito il campo del Grosseto, al termine di un incontro non bello, vinto dalla squadra più grintosa e con maggiori motivazioni. Gubbio e Vicenza pareggiano 1-1, vince la paura di perdere. Notizie e cronaca di partite di calcio, in una giornata in cui il calcio si è fermato. Sarà la giornata di Morosini, ricordata, purtroppo, non per una sua prodezza, ma per la sua scomparsa. Ora si “godrà” il resto del campionato dall’alto dei cieli, dove avrà raggiunto il resto della sua famiglia. Magra consolazione in una giornata davvero molto triste.
A cura di Fabio Trallo
Nessun commento:
Posta un commento