PRIMO TEMPO - Non sono dunque bastati il gol in avvio di Clayton e la magistrale punizione di De Falco (con annesso trenino) a piegare la formazione berica, in serie positiva da sei gare. Vicenza che non aveva dato grossi grattacapi alla squadra di Torrente per quasi un'ora di gioco. Al contrario i padroni di casa avevano disputato una partita attenta, con un ottimo Donati in cabina di regia e una difesa che, nonostante le assenze di Borghese e Ceppitelli, non era mai apparsa in grossa difficoltà (eccetto che per una traversa colpita da Gavazzi).
IL CROLLO - La svolta è avvenuta al momento del primo cambio operato da Torrente. Decimo della ripresa: fuori Marotta dentro Kopunek. Chiaro dunque il segnale lanciato dal tecnico: chiudersi a difesa del risultato. Il piano è saltato già pochi minuti dopo quando Rigoni ha riaperto i giochi con una splendida volèe di destro. I galletti, fino ad allora impeccabili nella gestione del match, sono letteralmente spariti dal campo lasciando la conduzione della partita alla formazione ospite. Vicenza che, galvanizzato dalla rete del 2-1 e tonificato dai cambi effetuati da Cagni, ha colto il premio all'83esimo con Maiorino che di testa ha battuto Lamanna. E la rimonta avrebbe potuto essere completa se i veneti non avessero centrato una traversa nel finale sempre con Maiorino.
FISCHI - Come prevedibile i pochi spettatori presenti non hanno gradito fischiando sonoramente squadra e tecnico (pesanti le sue responsabilità). Per il Bari, dopo il pari col Cittadella, si tratta dell'ennesima occasione persa. La zona playoff, distante 5 punti, avrebbe potuto essere molto più vicina.
Nessun commento:
Posta un commento