venerdì 8 giugno 2012

Finale Play-off, sarà Sampdoria-Varese

Sarà Sampdoria-Varese la finale play off per aggiudicarsi l’ultimo posto disponibile e raggiungere la Serie A. Svanisce il sogno di Verona e Sassuolo, entrambe penalizzate da due sviste arbitrali.
Erano le principali candidate, dopo una super regular season, a giocarsi il pass serie A nella finalissima del 6 e 9 giugno ma il calcio è strano tanto che sono Maran e Iachini a godersi vittoria, pensando già alle due gare della finale che si preannunciano caldissime.

QUI SASSUOLO: Troppo emozionante questa sfida perché una delle due debba dire addio ai playoff. Onore a chi va in finale, una Sampdoria da combattimento, ma anche a chi vede tramontare il suo sogno di gloria, un Sassuolo comunque da applausi. Perché il dubbio resta, e non è cosa da poco. A quale partita avremmo assistito senza quel generoso rigore assegnato alla Sampdoria in avvio e realizzato da Pozzi, che ha reso improbo il compito degli uomini di Pea? Insomma, non è tutto oro quel che luccica.
Nella gara di andata gli uomini di Iachini avevano meritato la vittoria strappando con la voglia e con i denti un 2-1 ad un Sassuolo che ha cercato di gestire la partita, soprattutto dopo il vantaggio firmato Missiroli.
Ma la Samp non solo ha ribaltato il risultato con i gol di Eder prima e di Pozzi poi, ma ha dato anche quel segnale di forza che non ti aspetti.
E, infatti, nel ritorno di Modena i blucerchiati, dopo il vantaggio dal dischetto siglato da bomber Pozzi, hanno cercato, da grande squadra, di tenere bassi i ritmi, gestendo un vantaggio che valeva più di un tesoro. La necessità per il Sassuolo di dover segnare non più un solo gol ma ben due per conquistarsi la finale, ha fatto saltare gli equilibri in campo. Gli uomini di Pea hanno trascorso venti minuti terribili, fra eccessiva frenesia e pericoloso nervosismo, prima di riuscire a trovare qualche varco nella difesa ospite sfruttando gli inserimenti di Missiroli, schierato dietro alle punte. La fiammella della speranza si riaccende quando Valeri, approfitta di una colossale disattenzione difensiva della Samp, e segna il gol del pari.
A quel punto il Sassuolo ha schiacciato al massimo il piede sull’acceleratore, ma senza riuscire a cogliere un successo che sarebbe stato strameritato per Boakye e compagni. Valeri, ancora lui, ha fallito un’occasione a porta vuota nei minuti finali decretando la gioia “finale” blucerchiata e il grande rammarico neroverde per una finale persa e un sogno svanito.

QUI VERONA: Finisce con Mandorlini che piange lacrime di rabbia e commozione e la curva del Bentegodi che per un quarto d’ora applaude chi non si giocherà la A, cioè il Verona. E poi l’abbraccio collettivo a centrocampo. Purissima sfida da playoff, questa: bella, intensa, combattuta. Il Varese partiva con il vantaggio dei due gol della gara d’andata ma al Verona, meglio piazzata in classifica, servivano altrettanti per pareggiare i conti e giocarsi la promozione in A. Per questo l’Hellas è partito con una rabbia pazzesca, creando molto, mettendo sotto pressione un Varese che ha sofferto moltissimo i primi venti minuti. Momento in cui Tachtsidis firma il gol del vantaggio con un perfetto colpo di testa. Con il passare dei minuti però il Verona perde lucidità fino ad avvitarsi su stessa cercando il secondo gol che avrebbe regalato la finale. Non ce l’ha fatta anche per colppe non sue. L’arbitro Massa ha ignorato la trattenuta su Ferrari e quella, gigantesca, di Troest ancora su Ferrari lanciato in contropiede, e non in fuorigioco. Danno doppio, perché il difensore, già ammonito, doveva essere punito con un altro giallo. Domanda: sull’1-0 per il Verona, con un rigore da battere e con il Varese in 10 e in palese affanno, che partita sarebbe stata? Impossibile dirlo, ovviamente, mail dubbio rimane. Terlizzi, ancora lui,dopo aver segnato il 2-0 all’andata, segna il gol che sancisce il continuo del sogno promozione per tutta Varese e il Varese. Per il Verona è il gol “risveglia sogni” ma l’Hellas non avrebbe meritato di chiudere in questo modo un campionato a dir poco incredibile.

A cura di Fabio Trallo

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