Pronostici
rispettati, sorprese, nuove rivelazioni, giovani interessanti che
faranno parlare di se nell’immediato futuro, tutto questo è stata la serie Bwin 2011/12
appassionante più che mai.
Ripercorriamo, in questo speciale, il cammino delle tre neopromosse.
PESCARA: La banda di Zeman è stata sicuramente la
squadra più spettacolare e divertente dell’intero torneo. Come tutte le squadre
allenate dal boemo il Pescara è stato sinonimo di calcio spumeggiante e
brividi. Spumeggiante per un attacco stellare con la beata gioventù di Immobile
(capocannoniere del torneo a quota 28 gol) e la fantasia di Lorenzo Insigne. Un
attacco che ha fruttato la bellezza di 90 reti, record assoluto in serie B.
Eppure
dopo la partenza super, il Pescara ha alternato momenti di alti e bassi,
soprattutto in trasferta. Ma a partire dal 2012 il clima all’Adriatico è
diventato elettrico, con la squadra spinta dal tifo incessante di una piazza
vogliosa di grandi imprese. Nel girone di ritorno il Pescara farà faville.
Arrivano sei vittorie consecutive che proiettano Insigne e company al primo
posto. Poi però giunge il periodo in cui la neve paralizza gran parte
dell’Italia, compresa la città abruzzese. Quasi due settimane di stop e al
ritorno in campo i biancocelesti non sembrano essere più gli stessi. Il primo
posto sembra allontanarsi. Con la morte di Franco Mancini il Pescara perde un
amico, un collega, un professionista serio, per Zeman un figlio. La ferita non
si rimargina presto e non a caso arrivano due sconfitte consecutive contro Bari
e Varese. Sono due settimane maledette che si concludono nel peggiore dei modi
proprio allo stadio Adriatico: la morte di Morosini pianto da tutto il calcio
italiano.
Una
settimana dopo si torna in campo proprio nel ricordo di Piermario. E dopo tre
k.o. di fila, quella dell’Euganeo di Padova, a sei giornate dalla fine, diventa
la gara della svolta. Una vittoria netta, 6-0, che profuma di serie A, nel
segno dei grandi trascinatori del miracolo di Zeman: Insigne, Immobile e
Verratti.
Da
questo momento il Pescara non si fermerà più. Arrivano tre vittorie consecutive
fino alla grande impresa: la vittoria che virtualmente vuol dire serie A,
quella contro il Torino per 2 a
0. L’Adriatico esplode di gioia, ma la festa è appena iniziata. Il match point
promozione arriva a Genova contro la
Samp, con una vittoria spettacolare nel segno di Immobile e
Caprari. E’ la vittoria del gioco e del bel calcio ma anche dell’equilibrio di
una squadra che ha saputo sostenere il talento dei suoi giovani. Si torna in
serie A dopo ben 19 anni e la festa di
tutto il gruppo pescarese si scatena sotto gli occhi di Mancini che si è goduto
la promozione da ben più in alto.
TORINO:
Tre anni dopo, il
Toro torna in serie A al termine di un campionato incredibile dominato
dall’inizio alla fine. Rabbia, delusione e depressione spazzate via da un anno fantastico.
Lo spirito granata guida infallibile nell’intricato cammino attraverso il limbo
della serie cadetta. Quella del Torino è la vittoria di Urbano Cairo che non ha
mai smesso di credere nella realizzazione del sogno; è la vittoria di Gianpiero
Ventura a cui la società ha affidato la rinascita del club sette volte campione
d’Italia; è la vittoria dei tifosi, dodicesimo uomo in campo, che da anni a
Torino non si emozionavano così; è la
vittoria della difesa, la meno battuta del campionato; è la vittoria del
centrocampo autentico valore aggiunto di una squadra che ha saputo soffrire,
incassare e controbattere colpo su colpo; è la vittoria degli attaccanti poco
prolifici, è vero, ma costantemente votati al servizio della squadra, perché
numeri alla mano nel Toro manca la stella, il bomber, il goleador. Ma numeri
alla mano la differenza, quest’anno, l’ha fatta il gruppo. Non una ma tante
piccole e lucenti stelle tornate finalmente ad illuminare il firmamento
granata. Bentornato Toro!
SAMPDORIA:
E la Samp torna su, dopo un anno
di tribolazioni. Mostrando qual è il significato preciso di grande squadra: un
concentrato di personalità, saggezza, anche furbizia. Magari poco spettacolare,
ma concreta. In A ci si va così e Iachini lo sa bene. Ripresa la zona playoff
solo il primo maggio dopo una lunga rincorsa, ha saputo costruire questa
promozione passo dopo passo. Con una difesa solida, con la regia dell’emergente
Obiang, con la fantasia di Eder arrivato in gennaio e, naturalmente, con i gol
di Pozzi, 4 in
4 partite play off. Eppure la stagione era cominciata con molti affanni. La
svolta l'hanno data Iachini, subentrato ad Atzori lo scorso novembre, e il
mercato di gennaio: i 41 punti del girone di ritorno sono stati il risultato ed
il premio per un gruppo che ha saputo capire, un pochino in ritardo a onor del
vero, come si sta in B. Una mano, poi, l'ha data la formula dei play off che
per la prima volta non ha promosso la terza classificata ma la sesta. E tra le
due ci sono stati tredici punti di differenza. Ciò non toglie che la Samp abbia meritato una
promozione sudata, sofferta e per questo ancor più bella.
A cura di Fabio Trallo

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